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Ungheria: tour, viaggi e vacanze

Ungheria

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INFORMAZIONI PRATICHE
RILASSARSI ALLE TERME
La tradizione delle acque in Ungheria risale al tempo dei Romani. Furono essi, infatti, a gettare le basi della cultura termo-balneare costruendo i primi bagni in quella provincia dell'Impero Romano che era l'attuale Pannonia. Dopo i Romani i Turchi che, durante la dominazione dei secoli XVI e XVII, costruirono magnifiche terme, alcune tuttora funzionanti.Andare alle terme, è uno dei passatempi preferiti anche dagli attuali abitanti dell'Ungheria che, per quanto priva di sbocchi sul mare, va considerata a tutti gli effetti un "Paese d'acqua".L’Ungheria, infatti, è uno dei Paesi più ricchi di acque termali del mondo: dispone di 1.289 sorgenti termali, 300 bagni termali di cui 30 nella sola capitale, 5 grotte termali, 48 diverse qualità di acque minerali, 136 sorgenti di acque curative. Non a caso il Paese vanta solide tradizioni soprattutto negli sport acquatici (nuoto, pallanuoto, canottaggio).

LA MAGIA DEI SUOI CASTELLI
I castelli, le fortezze e gli innumerevoli palazzi signorili sono testimoni silenziosi della storia e della cultura del passato magiaro. Oggi, in Ungheria ci sono all'incirca 1.000 palazzi dal trascorso storico "castellano". Molti tra questi sono protetti come patrimonio nazionale e dell'umanità, assieme ai loro parchi e giardini. Sebbene siano stati costruiti seguendo modelli stranieri, soprattutto francesi e inglesi, tutti i castelli ungheresi sono caratterizzati dall'inconfondibile stile magiaro, che si riconosce sia nelle forme architettoniche che nei dettagli come espressione della vita, del pensiero e della cultura ungherese. Le tempeste storiche dei secoli scorsi, gli avvenimenti della Prima Guerra mondiale e soprattutto i decenni successivi non sono certo stati generosi con queste sontuose dimore, dal prezioso contenuto storico e simbolico. Soltanto i cambiamenti degli ultimi anni hanno reso possibile in Ungheria il formarsi di una nuova sensibilità verso la conservazione dei castelli. Questi stessi, oggi, non possono più esser considerati come tali. Essi hanno assunto nuove forme: sono musei, centri culturali e scientifici, alberghi e centri benessere, in grado di offrire servizi di qualità ed eccellenti programmi culturali e di svago.

IL PATRIMONIO MONDIALE
È compito importante di ciascuna Nazione curare e lasciare in eredità alle nuove generazioni la propria cultura, la storia, le tradizioni. Ci sono valori culturali e naturali di importanza locale, altri invece, essendo unici e particolari, sono importanti per tutta l'umanità. Nel 1972, l'UNESCO ha deciso di proteggere e mantenere nella loro forma originaria questi valori e la Commissione del Patrimonio Mondiale dell'Umanità ha stilato un elenco che, oggi, comprende circa 690 siti.
L'Ungheria è orgogliosa dei 10 siti che fanno parte del Patrimonio mondiale dell'Umanità. I siti sono elencati secondo l'ordine cronologico d'ammissione all'elenco dell'UNESCO. Accanto al nome è indicato anche l'anno in cui sono stati ammessi.
Budapest, la riva del Danubio e la zona del Palazzo Reale di Buda - 1987, Holloko - 1987, le grotte di Aggtelek e del Carso Slovacco - 1995.

PARCHI E NATURA
Ungheria è sinonimo di natura, campagna, sane abitudini contadine e negli ultimi tempi anche di turismo ecologico: un posto ideale per vacanze rilassanti e rigeneranti. Il Paese è quasi unico nell'Europa per quanto riguarda i beni naturali perché in molti luoghi sono rimaste significative aree intatte: le puszte, gli stagni, i terreni d'alluvione, i boschi, i pascoli ed aree che conservano ancora l'originaria flora e fauna.A Budapest si trovano 8 territori protetti di importanza nazionale di cui 5 proprio nel cuore della capitale, come ad esempio il Sas-hegy (Monte Aquila). Ecco una curiosità senza pari: nella stessa metropoli si trovano due spelonche visitabili: la grotta di Pàlvolgy e quella di Szemlohegy.A meno di 40 km dalla capitale si trova Vacratot che vanta il giardino botanico (Botanikus kert) con la maggior raccolta di piante, alberi ed arbusti del Paese. Il giardino ospita 12.000 specie diverse ed è reso ancor più affascinante da un mulino ad acqua e un ruscello mormorante con ponticelli di legno.

UN CAFFE' TUTTO UNGHERESE
La tradizione dei caffè e delle pasticcerie budapestini è prestigiosa quanto quella viennese. Tra il XIX e XX secolo, infatti, nella capitale si contavano ben 500 locali di questo genere. Le mescite cittadine di caffè vennero introdotte dai turchi, e nel 1714 proprio a Pest vennero aperti i primi spacci della bevanda. Fin dal primo Ottocento, ritrovarsi al caffè divenne consuetudine per studenti e intellettuali; fu in certi caffè che maturarono fermenti sia rivoluzionari (come al Pilvax nel 1848) sia culturali (come al New York nel 1908). Durante la Belle époque la moda di riunirsi nei caffè contagiò anche la borghesia e visse i suoi anni migliori. Il Caffè New York (poi Caffè Hungaria), inaugurato nel 1887, era il più famoso di tutti e non chiudeva mai. Il Caffè Central era uno dei ritrovi culturali della capitale, anch'esso frequentato da scrittori, poeti e intellettuali. In alcuni caffè letterari trovavano posto addirittura le redazioni di riviste specializzate. C'erano inoltre i caffè degli artisti, dei politici, degli artigiani e dei commercianti. Ricco di stucchi, specchi e lampadari di fine Ottocento il Caffè Museo.

CUCINARE ALL'UNGHERESE
“I prodotti ungheresi sono caratterizzati da una gamma di sapori estremamente piacevoli e intensi, in particolare la frutta e le verdure, la saporita carne di manzo, il fegato d'oca, la paprika di Szeged e il salame. Per praticare una gastronomia ad alto livello è necessario avere degli ingredienti caratteristici e dal sapore particolare, proprio come questi. La ricchezza di aromi rende l'Ungheria un autentico Paese dei sapor i “ - scrive Henri Gault, il famoso critico francese esperto di gastronomia.Quello appena citato non è il primo parere del genere: anche Antonio Bonfini, lo storiografo italiano del XV secolo ha sottolineato che la caratteristica più importante della cucina ungherese è la ricchezza di sapori.La cucina ungherese esercita un forte richiamo sui palati degli italiani poco abituati ai sapori speziati e agrodolci. Il pepe, ma soprattutto la paprica sono onnipresenti e danno un gusto particolare al
gulyas e al porkolt . Mai confondere questi due. Quello che all'estero è conosciuto come gulyas, in Ungheria si chiama rigorosamente porkolt: è uno spezzatino di manzo o carni miste che viene cotto per oltre un'ora in un soffritto di cipolla e strutto, condito con paprica, peperoni e pomodoro; si presenta in tavola con un sugo rosso e denso. Molto più brodoso è il gulyas, una minestra che unisce manzo, strutto (o olio), cipolle, cumino, paprica, gnocchetti di pasta e - volendo - patate, carote, radici di prezzemolo, peperoni, pomodori. Il porkolt può essere insaporito con panna acida (tejfol). Quest'ultima, sempre presente sulle tavole delle famiglie ungheresi, è pressochè introvabile in Italia.

IL MAGICO VIOLINO
La musica per gli ungheresi ha tutt'oggi un grande significato. Essa è rimasta nel cuore degli ungheresi forse più che l'arte in quello degli italiani.Ferenc (Franz) Liszt incarna più di altri il mito della musica.
Liszt (1811-1886) era in realtà di sangue tedesco ma si dichiarò subito ungherese e tale si sentiva. Per il suo estro e virtuosismo fu venerato dalle corti di tutta Europa, un genio che giocava a fare il divo gettando al suo pubblico i guanti di seta.Un secolo prima la culla della musica era stata il Castello Eszterhazy a Fertod, la "Versailles ungherese", uno dei più belli esempi di barocco-rococò in stile Luigi XVI. Il Castello Eszterhazy fu costruito nel 1760 dal principe Miklos Esterhazy ed era frequentato spesso da Maria Teresa d'Asburgo che era solita affermare: "Se voglio vedere un'opera decente devo andare a Eszterhaza". In quella reggia, infatti, risuonavano le note di un altro grande compositore, Joseph Haydn, che lì fu maestro di cappella per trent'anni (1761-1790). Lo stesso principe Miklos Esterhazy era musicista. Oggi nella sala concerti si rappresentano le opere liriche di Haydn sulla base dei libretti restaurati. La dimora del musicista è aperta alle visite, mentre nulla, purtroppo, è rimasto del teatro dell'opera di Fertod.Notevole è anche la tradizione del bel canto lirico che vide il nostro Enrico Caruso calcare le scene, così come numerosi artisti ungheresi apprezzati in tutto il mondo.

CHE TEMPO FA?

In Ungheria l' inverno è spesso molto freddo e le nevicate sono abbondanti. Grazie a queste il paesaggio diventa incantato e suggestivo. In generale il mese più freddo è gennaio, ma durante tutto l'inverno la temperatura può rimanere sotto zero anche durante il giorno, perciò vi consigliamo di vestirvi adeguatamente per le passeggiate, mentre le case e gli ambienti chiusi sono ben riscaldati.

PRODOTTI TIPICI ED EURO
Il salame ungherese, la paprika, l'Unicum, il vino Tokaji, la porcellana di Herend e di Zsolnay, i prodotti dell'artigianato locale.

E' POSSIBILE UTILIZZARE L'EURO?
Non è possibile, bisogna cambiarli nella moneta locale, il Fiorino ungherese.

MATERIALE DA SCARICARE SULL'UNGHERIA


LE NOSTRE PROPOSTE DI TOUR PER L'UNGHERIA:

TOUR BUDAPEST E LA PUSTZA - 6 giorni e 5 notti

TOUR BUDAPEST, GODOLLO E SZENTENDRE - 7 giorni e 6 notti

TOUR TUTTO BUDAPEST E BALATONFURED - 11 giorni e 10 notti

TOUR BUDAPEST BENESSERE E SPORT - 7 giorni e 6 notti



























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